Barcolana 2014, sarà Bora o bonaccia?

Sarà Bora o bonaccia? E’ questa la domanda che si fa ogni velista che partecipa alla Barcolana, la regata con il maggior numero di partecipanti del Mediterraneo.

Sarà come nel 2005 dove un vento di Bora da 30-35 nodi consentì al vincitore di battere il record con 58 minuti e 20 secondi, oppure come nel 2012, dove con un vento di 4-5 nodi arrivarono all’arrivo nel tempo massimo di regata previsto (7 ore in totale!) solo 20 barche su 1737?

Se questa è la domanda che si fanno i velisti competitivi, per la maggior parte dei partecipanti invece lo spirito della Barcolana è quello di una grande festa del mare… stare insieme con gli amici, affettare un salame, bere un bicchiere di vino, godersi lo spettacolo di un migliaio di vele, sfottere la barca di qualche amico rimasto indietro. Insomma la Barcolana è competizione per pochi, passione per il mare per tutti.

Joseph Mallord William Turner, Il naufragio della "Minotauro", 1793

Joseph Mallord William Turner, Il naufragio della “Minotauro”, 1793

Ecco perché l’immagine simbolo e un po’ provocatoria che ho scelto per questo articolo non è la solita fotografia della regata, ma è un quadro di Turner che racconta un naufragio (probabilmente ogni velista, che è fortemente scaramantico di natura, farà ora i debiti scongiuri – nella forma che ritiene più opportuna…) e quindi una forte emozione, che da pittore romantico William Turner esprime con estrema efficacia e meraviglia.

Sentire il vento e i suoi improvvisi mutamenti, leggere le correnti marine e sfruttarne gli andamenti, conoscere la propria barca, le sue virtù e le sue debolezze, ottimizzarne l’assetto per velocizzarne sempre l’andatura… questa è l’essenza di uno sport come la vela, uno sport ricco di poesia ed emozioni, che glorifica in qualche modo la storia delle civiltà attraverso la navigazione, l’esplorazione del mondo e di sé stessi.

La Barcolana a Trieste è solo la punta dell’iceberg di una passione che attanaglia la maggior parte dei triestini, una passione per la vela che non è solo competizione, ma che per molti è proprio un modo di vivere. Un caro amico una volta mi confessò che era indeciso se comprare una macchina o una barca a vela, sostenendo che, visto che il costo era analogo, tanto valeva rinunciare all’utilità dell’auto per dar seguito alla sua passione per la vela. Alla fine optò per la barca e se la godette per diversi anni prima di ricredersi, quando si accorse di aver sottovalutato i costi di sostituzione di un semplice verricello… a quel punto, a malincuore, dovette rivenderla.

Barcolana 2013, foto Fuzzonce

Barcolana 2013, foto Fuzzonce

Ma la Barcolana non è solo la regata della domenica mattina, è l’evento centrale di una serie di appuntamenti sia per mare che per terra: c’è la Barcolana per i bambini e quella per i windsurf,  quella dedicata ai catamarani e la Barcolana in notturna… e non sono le uniche… una vera settimana di passione per la vela.

Una settimana di regate per i velisti, una settimana di eventi a terra per tutti: un grande villaggio costituito da tre grandi “piazze” (una per eventi e intrattenimento, una per gli sponsor e una per la formazione ed i bambini) e due “strade” per connettere città e regata; e ancora un calendario di eventi che prevedono mostre, performance e occasioni d’incontro nel programma FuoriRegata; infine i concerti in Piazza Unità con il gruppo The BeatboxJack Savoretti venerdì sera e Mario Biondi in programma il sabato.

E allora non resta che augurare a tutti: buon vento!

info su www.barcolana.it


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