• Rotonda Pancera (1804-1806)

    Matteo Pertsch

Un gioiello neoclassico incastonato nella città

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La Rotonda Pancera è uno degli esempi più importanti del neoclassico triestino. Siamo nei primi anni dell’Ottocento (1804-1806) e, nella città in piena espansione, i mercanti e commercianti triestini costruiscono le loro residenze e palazzi.

Ma non siamo nella città nuova, il Borgo Teresiano (progettato e costruito durante il regno dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria), caratterizzata da lotti rettangolari e regolari: siamo ai bordi di cittàvecchia, tra il colle di S.Giusto e quello di S.Vito.

Già nel suo nome, Rotonda Pancera, l’edificio rivela uno degli aspetti più caratteristici, cioè la soluzione dell’angolo attraverso l’uso del cerchio. E’ interessante sottolineare infatti come Matteo Pertsch, l’architetto di origini tedesche maggiore interprete del Neoclassico triestino, abbia risolto la difficoltà del lotto a forma triangolare e in forte discesa attraverso la collocazione di una sorta di tempietto romano semicircolare, che diventa l’aspetto più monumentale di tutto l’edificio. La maestria di Pertsch si esplica poi nel rigoroso disegno che prevede la tripartizione della facciata attraverso le quattro colonne ioniche e l’attacco tra le ali laterali e la facciata circolare. E’ in quel piccolo spazio che la balaustra lascia posto alle due statue raffiguranti Marte e Minerva.

L’importanza di questo edificio è rappresentata anche dal fatto che tale soluzione d’angolo sarà ripresa da altri architetti interpreti del neoclassico triestino. Per esempio, non distante dalla Rotonda Pancera, nell’edificio all’angolo tra via della Valle e via Cereria, ancora nella più importante Casa Czorzy (1838) dell’architetto Giovanni Battista De Puppi in Piazza Oberdan, o infine nella Casa Basevi (1838) di Francesco Turek

GALLERIA IMMAGINI
casa Czorzy, Piazza Oberdan
casa Basevi
via Cereria, angolo via della Valle

 

MAPPA ITINERARIO TRA I VICOLI DI CITTA’ VECCHIA

1 Comment

  1. Quale futuro per questo bellissimo palazzo? Purtroppo infatti la Rotonda Pancera è ormai in abbandono da tantissimi anni. Normative edilizie, imprescindibile vincolo della Soprintendenza e disposizione degli ambienti rende impossibile una sua trasformazione per essere immessa nel mercato. E che mercato poi?
    L’unica possibilità, forse, è che una istituzione, o una fondazione bancaria si faccia avanti per evitare che, come succede quotidianamente in Italia, un bene culturale vada perduto…

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