La cucina triestina tra storia e ricette

Nel suo bellissimo libro “Breviario Mediterraneo”, lo scrittore croato Predrag Matvejević utilizza le tradizioni culinarie mediterranee per assimilare o distinguere tra loro le città e i luoghi che si affacciano su questo grande ed importante mare.

Ci sono quelle città, come per esempio Bari, la cui tradizione culinaria arriva storicamente quasi tutta dal mare; l’utilizzo diffuso del pesce crudo ne è una chiara testimonianza.

Altre città, e Trieste è una di queste, si rivolgono invece alla cucina dell’entroterra, una cucina nel nostro caso fatta tradizionalmente di minestre di legumi, cerali e verdure, di gnocchi ripieni, di bolliti di carne, di dolci di frutta… anche se un piccolo, ma importante apporto, proviene anche dalla tradizione culinaria istro-veneta basata sulla cucina del pesce, che a Trieste ha un suo piccolo re, il sardone (alice o acciuga in italiano) che può essere fritto, marinato, impanato e altro ancora.

Ciò che distingue allora la cucina triestina da quella di altre regioni italiane è perciò la provenienza e la mescolanza di sapori, che derivano non solo dallo storico entroterra slavo ed austriaco, ma anche dai vari apporti portati man mano dalle comunità etniche che hanno costituito la città mercantile e commerciale nel tempo.

Con questa premessa apriamo allora una nuova sezione del blog ScopriTrieste dedicata alla cucina, con un taglio inedito nel vasto panorama dei blog dedicati alla realizzazione di piatti e ricette.

La nostra “bussola” è rappresentata dal libro “Cucina Triestina”, scritto da Maria Stelvio nel 1927, e da cui partiremo per confrontare le vecchie ricette con quelle attuali, studiate e proposte da Francesca Fortunato, cercando inoltre via via di raccontare le origini e le implicazioni di ogni piatto.

 

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