• Creditanstalt (1907-1910)

    Enrico Nordio

Creditanstalt, la cassaforte della finanza austriaca

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La facciata principale su Piazza della Repubblica

 

Scipio Slataper

“Andai a vedere al Credit se mi prendevano impiegato. Appena montai la larga scalinata, piena di stucchi e d’indicibili lampadari, il silenzio del lavoro mi fece poggiare i piedi zitto, come se disturbassi, alla fonte, la pulsazione di un mondo misterioso. Mi dissero che era impossibile perché avevo fatto il ginnasio e non l’accademia di commercio, e non sapevo bene il tedesco.”

Purtroppo poco rimane del racconto di Scipio Slataper, tratto da Il mio Carso. L’edificio è rimasto una banca, ma i vecchi arredi sono stati sostituiti dall’anonimo standard degli istituti contemporanei. Tuttavia rimane l’imponenza e la monumentalità dell’aspetto esteriore: l’alto zoccolo bugnato, l’avancorpo centrale con i grandi ingressi sormontati dalla loggia con le colonne corinzie e il cornicione preponderante che, insieme al parapetto, ne segna lo skyline.

Insieme alla costruzione del Palazzo della RAS (Riunione Adriatica di Sicurtà), l’edificio del Creditanstalt, lo Stabilimento austriaco per il commercio e l’industria di Trieste, segna il cambiamento radicale del carattere della Piazza Nuova (ora Piazza Repubblica). Siamo agli inizi del ‘900 e la piazza, da luogo di mercato ortofrutticolo, uno dei tanti ‘slarghi operosi che [Trieste] chiamava pomposamente piazze‘ (Gigetta Tamaro) che caratterizzano la città mercantile, la Piazza Nuova diventa il luogo dove si collocano le attività finanziarie di alto livello.

La Creditanstalt si affida all’architetto Enrico Nordio per rappresentare il proprio istituto in maniera severa e austera, esaltando attraverso la monumentalità, l’affidabilità dell’istituzione finanziaria.


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