• Palazzo RAS (1910-1914)

    Ruggero Berlam, Arduino Berlam

  • Creditanstalt (1907-1910)

    Enrico Nordio

  • Casa Terni (1906-1907)

    Romeo Depaoli

  • Sede della Cassa di Risparmio di Trieste (1891-1894)

    Enrico Nordio

  • Zivnostenska Banka (1911-1914)

    Josip Costaperaria, Osvald Polivka

  • ex Ginnasio di lingua italiana (1882)

    Francesco Boara

  • Palazzo delle Poste e Telegrafi (1890-1894)

    Friedrich Setz

  • Narodni Dom (1902-1904)

    Max Fabiani

  • Palazzo Vianello (1903)

    Ruggero Berlam

  • Gruppo allegorico della Romanità (1929)

    Marcello Mascherini

La grande Trieste

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Giani Stuparich

 “Bisogna pensare a un edificio pubblico di modeste dimensioni e di altrettanto modesta architettura ottocentesca, isolato ma senza respiro attorno, oppresso ad est dalla mole, tipo Vienna, del palazzo delle Poste…”

Già da questa breve citazione di Giani Stuparich, tratta dal capitolo “Liceo Dante e i suoi giovani” in “Trieste nei miei ricordi”, si può capire quale sia il rapporto che si instaura tra istituzioni imperiali austriache e l’amministrazione cittadina di impronta italiana

Da una parte il comune di Trieste che promuove la costruzione di quel liceo di lingua italiana da cui uscirà il “vivaio della classe intellettuale e dirigente di Trieste” costituito da giovani medici, professori, avvocati, etc. che parteciperanno alle manifestazioni irredentiste per l’annessione al Regno d’Italia, fino ad arruolarsi volontari nell’esercito per partecipare poi alla Grande Guerra.

Dall’altra le autorità austriache che promuovo l’edificazione del palazzo delle Poste, all’epoca secondo per grandezza solo a quello di New York e simile d’aspetto al palazzo di Giustizia di Vienna.

Nel mezzo la comunità slovena con le sue banche e la costruzione del Narodni Dom, il primo edificio polifunzionale d’Europa, un centro comunitario laico che ospita un albergo, un teatro, caffé, ristoranti ed alcune abitazioni. 

Banche austriache e scuole italiane, sedi di assicurazioni e compagnie di navigazione, stazioni ed altre infrastrutture sono i simboli di una città in crescita ed espansione, nella quale però emergono contrasti e tensioni tra gruppi etnici, principalmente italiani e sloveni, e classi sociali.

Capire la città di Trieste significa andare oltre l’apparente armonia del suo tessuto edilizio e scoprire gli edifici che rappresentano queste diverse attitudini. Come si rappresentano le istituzioni austriache? a quali simboli ricorrono quelle italiane? come si identifica la nuova nazione slava?

Questo è l’obiettivo dell’itinerario “Trieste prima della Grande Guerra”, alla ricerca di quei luoghi che raccontano le istituzioni imperiali austriache e la finanza internazionale, i luoghi di cultura dei circoli italiani e quelli sloveni, alla scoperta dei simboli talvolta retorici che individuano le principali comunità.

PERCORSO

Partenza dal Caffè Walter, dove Umberto Saba andava durante le pause di lavoro alla libreria antiquaria posizionata proprio di fronte.
Prima tappa Piazza della Repubblica, con tre edifici simbolo: l’ex sede della Creditanstalt, santuario della finanza viennese, opera di Enrico Nordio, austero e privo di decorazioni a cui si contrappone il palazzo della RAS, dove gli architetti Ruggero ed Arduino Berlam arricchiscono la facciata con statue riprendenti la più retorica tradizione scultorea italiana.
Nell’angolo spunta casa Terni-Smolars, simbolo dell’effimera leggerezza tipica del Liberty.
Proseguendo per via Mazzini si raggiunge la sede della Zivnotenska Banka pro Cechy a Moravu, la filiale di una banca ceca e morava, opera liberty dell’architetto Josip Costaperaria.
Scendendo ancora via Mazzini si giunge alla sede della Cassa di Risparmio di Trieste, una delle prime opere di Enrico Nordio, il primo istituto bancario della città.
E poi Piazza Vittorio Veneto con l’imponente palazzo delle Poste e Telegrafi e, di fronte, l’Istituto pensioni degli impiegati del Lloyd Austriaco.
Dopo tanta Austria, alle spalle della piazza, in Largo Panfili, uno degli edifici scolastici più importanti di Trieste: l’antica sede del Ginnasio di lingua italiana: il Dante.
L’itinerario continua verso piazza Oberdan senza tralasciare un altro edificio importante per la storia di Trieste, nonché forse uno dei pochi veramente rilevanti a livello architettonico anche se duramente segnato dalla storia: il cosiddetto ‘Hotel Balkan‘, già casa della cultura della comunità slovena (Narodni Dom), opera del grande architetto Max Fabiani ed incendiato dai fascisti nel 1920.
In pazza Oberdan l’interessante confronto tra Palazzo Vianello di Ruggero Berlam, bellissimo esempio di architettura eclettica del 1903, e Palazzo Saima (1925) che ne imita le caratteristiche architettoniche e sembra voler nascondere con la sua mole lo scempio del Balkan incendiato dai fascisti.
Tappa finale al centro di Piazza Oberdan, presso il  monumento dedicato al Cantico dei cantici di Marcello Mascherini. Da questa punto privilegiato si può abbracciare un interessante spaccato della produzione artistica di questo importante scultore, dai primi lavori della fine degli anni venti a quelli della maturità artistica degli anni sessanta.

TAPPE CHIAVE

  1. Piazza della Repubblica
    – Creditanstalt, Enrico Nordio, 1907-1910
    – Palazzo RAS, Ruggero ed Arduino Berlam, 1910-1914
    – Casa Terni-Smolars, Romeo Depaoli, 1906-1907
  2. Via Mazzini angolo via Roma
    – Zivnotenska Banka pro Cechy a Moravu, Josip Costaperaria, 1911-14
  3. via Mazzini angolo via Cassa di Risparmio
    -sede della Cassa di Risparmio di Trieste, Enrico Nordio,1891-1894
  4. Largo Panfili
    – Liceo-ginnasio Dante Alighieri, Francesco Boara, 1882
  5. Piazza Vittorio Veneto
    – Palazzo Galatti, Carlo Cambiagio, 1895-1897
    – Palazzo delle Poste e Telegrafi, Friedrich Setz, 1890-1894
    – Istituto pensioni degli impiegati del Lloyd Austriaco, Raimondo Sagors, 1893-1895
  6. Hotel Balkan
    – Hotel Balkan, Max Fabiani, 1902-1904
  7. Via del Lavatoio
    – Palazzo Vianello, Ruggero Berlam, 1903
    – Palazzo Saima, Ghira e Polacco, 1925
  8. Piazza Oberdan
    – Cantico dei Cantici, Marcello Mascherini
LETTURE

Miriam COEN, Bruno Pincherle, Pordenone 1995

Mauro COVACICH, Trieste sottosopra, Bari 2010

Umberto SABA, Tutte le poesie, Milano 1988

Scipio SLATAPER, Il mio Carso, Milano 1958

Giani STUPARICH, Trieste nei miei ricordi, Trieste 2004

INFO
– Visite guidate tutto l’anno con l’agenzia viaggi Mittelnet
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COMMENTI

1 Comment

  1. Grazie alla collaborazione con Discover Trieste, Promotrieste, l’agenzia viaggi Mittelnet e le guide autorizzate, è finalmente uscito il pacchetto turistico “La grande Trieste”.
    Un’occasione unica per visitare la mostra “1891-1914. La grande Trieste” al Salone degli Incanti-ex Pescheria di Trieste con più di 300 fotografie d’epoca, documenti, oggetti e opere d’arte per conoscere questo periodo della città.
    Un’occasione per approfondire sul campo con il nostro itinerario condotto dalle bravissime guide turistiche che collaborano con l’agenzia viaggi Mittelnet.
    Un’occasione per pernottare in alcune delle più belle strutture alberghiere della città.
    Il pacchetto è valido fino al 3 maggio, giorno di chiusura della mostra… quindi affrettatevi!

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