• Case Mosco (1906-1909)

    Giovanni Maria Mosco

Casa Mosco, tra tradizione ed innovazione

Biagio Marin, parlando di Via Tigor in “Strade e rive di Trieste”, li definisce “ignobili casermoni che ti mortificano”, ma il grande poeta, proprio per le sue origini gradesi, è sempre stato più incline alla piccola scala e al pittoresco, piuttosto che ai grandi complessi edilizi.

L'angolo tra via Tigor e via San Vito

L’angolo tra via Tigor e via San Vito

 

E le case Mosco di via Tigor, all’epoca della loro costruzione, dovevano sembrare veramente fuori scala in rapporto al tessuto urbano circostante. Questo perché nella Trieste dell’esplosione demografica e del boom edilizio la città cresce e si espande con grandi complessi abitativi che spesso sostituiscono un tessuto edilizio fatto di casette ed orti, di ville e giardini.

Siamo nel 1906 e Giovanni Maria Mosco, capomastro muratore, è già in attività a Trieste da alcuni anni (vi era tornato nel 1898 dopo un primo periodo d’attività a Fiume) quando dà il via a questo grande intervento costituito da 5 caseggiati tra le vie Cereria, Tigor e San Vito. Poco più a monte, già dalla fine dell’800, la comunità di origine armena aveva dato il via ad una serie di costruzioni di notevole dimensione attorno a via Giustinelli e alla Chiesa dei Mechitarristi. Una speculazione edilizia talmente spregiudicata da impedire la costruzione di una strada che conducesse all’ingresso principale della chiesa che da allora fu raggiungibile solamente attraverso l’abside posteriore.

E’ in questo contesto storico ed urbano che si inserisce l’intervento di Mosco, che si articola proprio attorno al giardino di una vecchia villa con la presenza di una statua di Sant’Antonio. Probabilmente proprio per questa ragione l’ingresso ad atrio, uno degli aspetti maggiormente suggestivi del suo intervento tanto di diventare set cinematografico in diverse occasioni, ha come fondo scenografico proprio il giardino condominiale.

Attorno ad esso un complesso a U di caratteristiche fondamentalmente eclettiche, con un esterno sobrio in cui gli elementi storicisti, come le cornici e le paraste, vengono reinterpretate attraverso il linguaggio del liberty.

Ecco perché una casa sospesa tra tradizione ed innovazione. Le fasce colorate, attualmente alquanto scolorite, delle facciate laterali sono quasi neorinanascimentali e quindi eclettiche, come eclettica è la sobrietà degli esterni contrapposta alla fastosità degli atri d’ingresso.
Ma proprio nell’apparato decorativo, Mosco dà sfoggio di modernità liberty, ricorrendo a cornici di frutti e fiori, come nello stile floreale italiano, e ad alcuni motivi che riprenderà in altri interventi, come i mascheroni e le testine di donne a mo’ di mensola.

L'ingresso principale su via Tigor

L’ingresso principale su via Tigor

 

Come accennato, di grande suggestione l’ingresso principale dell’edificio. Probabilmente opera del figlio di Mosco che aveva studiato all’Accademia di Milano, l’ingresso è un tappeto di decorazioni e stucchi, dove emergono quattro coppie di statue posizionate in altrettante nicchie, raffiguranti le stagioni. Non si tratta di statue in pietra naturale, ma artificiale, cioè costituite da un impasto cementizio calato in stampi e rinforzato da un anima in metallo. La tecnologia al servizio della riproducibilità dell’opera d’arte consente di abbellire non solo le case dei ricchi, ma anche quelle dell’emergente classe media… è il mondo moderno che avanza.


MAPPA

6 Comments

  1. Grazie! Più di una volta mi sono fermata ad ammirare l’ingresso di questo palazzo, ora ho scoperto qualcosa di più!

  2. E’ davvero un sito curato molto bene; molto intuitivo, le narrazioni sono approfondite e la grafica è piacevole. Cercate di estendere la vostra ricerca in tutte le direzioni, per esempio, nel settore naturalistico: abbiamo siti unici al mondo, le falesie di duino, il bosco della cernizza, la val rosandra, eccetera. Abbiamo, poi, il porto vecchio: la centrale idrodinamica, tutta a tecnologia inglese, è unica al mondo e tante altre peculiarità, che pochi conoscono.
    Buon lavoro!

    1. E’ davvero un sito curato molto bene; molto intuitivo, le narrazioni sono approfondite e la grafica è piacevole. Cercate di estendere la vostra ricerca in tutte le direzioni, per esempio, nel settore naturalistico: abbiamo siti unici al mondo, le falesie di duino, il bosco della cernizza, la val rosandra, eccetera.

      1. Grazie mille Flavio! non sai quanto sia importante per noi avere commenti come il tuo!
        E comunque hai ragione, c’è veramente molto da scoprire e raccontare su Trieste, e piano piano cerchiamo di fare del nostro meglio… il porto vecchio, che ho avuto recentemente l’opportunità di rivedere accompagnando degli studenti d’architettura svizzeri, non solo è straordinario per l’architettura e l’urbanistica, ma anche per le innovazioni tecnologiche delle strutture in ferro-cemento e calcestruzzo armato e, come ricordi tu, per gli impianti tecnologici!
        Per il momento ci concentriamo sull’arte, al letteratura e l’architettura, gli argomenti che conosciamo meglio… ma in futuro penseremo anche al settore naturalistico e il Carso, in tutta la sua importanza e bellezza, ha molto da raccontare!

        1. Sapete cosa sono le tentazioni? La più famosa è la mela di Adamo ma anch’io ne sto vivendo una: siamo andati mia moglie ed io a vedere un appartamento in quella casa. Bombardato completamente ma, con un fascino……Siamo qui che ci stiamo dibattendo fra il sentimento di prenderlo e la ragione di scappare. Alla fine so che la ragione è un ingrediente che ci manca…faremo quest’altro casino!

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