Piazza della Valle, un angolo pittoresco in città vecchia

Piazza della Valle

I palazzi di Piazza della Valle

Spesso succede, nelle città europee, di imbattersi, magari per caso, in piccole piazzette, un po’ nascoste, poco conosciute, ma a misura d’uomo e molto pittoresche: è il caso di Piazza della Valle a Trieste.

Quando studiavo a Parigi, mi ero imbattuto per esempio in un analoga piazzetta che mi aveva colpito per la sua forma quadrata e regolare, la sua piccola dimensione cinta da palazzi armoniosi con al piano terra alcuni piccoli negozi e ristoranti, la presenza al centro di alcuni alberi con delle panchine, il tutto le dava un aspetto intimo e raccolto a due passi dalla trafficatissima Rue de Rivoli e dalla bellissima Place de Vosges: era Place Sainte-Catherine, che chi conosce bene Parigi riconoscerà senz’altro.

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Place Sainte-Catherine a Parigi

Piazza della Valle, a prima vista, sembra assolutamente diversa, non ci sono negozi né alberi, non è a due passi da una strada trafficata, ma presenta alcune analogie molto interessanti.
Innanzi tutto nella struttura: anche se qua si tratta di un cerchio e non di un quadrato, la forma “centrale” le dona un’analoga armonia, sottolineata dai palazzi sobri, tutti con la facciata concava, due dei quali neoclassici ed uno invece più tardo, di epoca eclettica, ma altrettanto sobrio.

Gli edifici che la cingono non sono capolavori, ma sono comunque dei palazzi eleganti.

Piazza della Valle 4-6, 1835, architetto Giovanni Degasperi.

Piazza della Valle 4-6, 1835, architetto Giovanni Degasperi.

Quello al numero 4-6 è una casa di Giovanni Degasperi del 1835, sobria ed elegante con il suo portone d’ispirazione “serliana” su cui sporge un balcone a protezione dell’ingresso, anch’esso concavo e da cui si impostano due leggere lesene che risalgono la facciata, donandole una certa verticalità. Le finestre del primo livello, quello del cosiddetto “piano nobile”, sono poi decorate da una cornice a cisama infogliata.. tutto qui.

Piazza della Valle 3, 1835 architetto Francesco Bruyn.

Piazza della Valle 3, 1835 architetto Francesco Bruyn.

Ancora più sobria, la casa di Piazza della Valle 3, del 1835 su disegno di Francesco Bruyn, priva di elementi decorativi, ma caratterizzata da un balcone che segue tutto lo sviluppo della facciata concava.

Piazza della Valle 1, 1853, progetto Ruggero Berlam.

Piazza della Valle 1, 1853, progetto Ruggero Berlam.

Infine quella più tarda, del 1853 su progetto di Ruggero Berlam, che conclude la forma circolare della piazzetta… siamo abituati ad architetture più esuberanti quando pensiamo a lui.

Naturalmente, alla concavità della della facciata esterna corrisponde quella delle pareti interne delle case. E’ un bel ricordo d’infanzia l’appartamento dove viveva la numerosa famiglia di mia zia Giorgia, proprio al secondo piano del palazzo di Berlam, dove aveva un bellissimo salone, luminoso ed elegante in corrispondenza delle tre finestre che si affacciano sulla Piazza, fora era proprio quella parete convesso che tanto mi affascinava.

L’insieme dei tre palazzi dona alla piazza non solo un carattere armonico e misurato, ma anche pittoresco, grazie a due ulteriori piccole “chicche” da segnalare.

La fontana a muro accanto alle cantine istriane.

La fontana a muro accanto alle cantine istriane.

La prima è la presenza di una bella fontana a muro, con la base a forma di vera da pozzo inquadrata in una elegante cornice sulla cui fronte superiore è recata l’alabarda, simbolo della città.

La seconda è di carattere storico: infatti, ora sostituita da un garage nella casa di Berlam al numero 1, alla fine dell’800 si era insediata un’officina dove Romeo Lampagna lavorava il bronzo sia per le produzioni artistiche di statue e monumenti, sia per più ‘materialistiche’ casseforti e campanelli delle case.

Fino a quel periodo infatti, statue e monumenti pubblici erano tutti o in pietra o in marmo. Solo a partire dalla fine dell’800 si inaugura, grazie ai progressi tecnici, la produzione in bronzo che consentiva maggior facilità d’esecuzione, minori costi e anche una sorta di riproducibilità dell’opera d’arte. Ci avviciniamo, a piccoli passi, alle porte della modernità.


MAPPA

4 Comments

  1. ….ricordo quando andavo in palestra li’, a via della valle….la mia classe aveva il turno in palestra del pomeriggio….per due anni abbiamo fatto lezione (e ginnastica) distaccati su 3 sedi diverse!

  2. Bravo. Detto da un perfetto udinese (oltre sei secoli di ascendenza) sono sempre molto interessato alla descrizione ed alle storie che riguardano Trieste, città splendida che negli ultimi tempi sembra rifiorire. Per cui un apprezzamento particolarmente significativo.

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