• Palazzo delle Poste e Telegrafi (1890-1894)

    Friedrich Setz

Le Poste di Trieste, “più eleganti di quelle di Nuova-York”

Quando nel 1894 viene inaugurato il Palazzo delle Poste e Telegrafi di Trieste, i giornali locali (L’indipendente e Il Piccolo) lo definiscono “il più estetico ed elegante di quanti ne furono costruiti nell’ultimo ventennio, non solo in Europa, ma perfino in America e nelle Indie inglesi. Quello di Trieste arieggia alquanto quello di Nuova-York, ma lo supera per eleganza e l’armonia architettonica dell’insieme”.

Park Row, 1906

il City Hall Post Office and Courthouse di New-York (1869-1880)

I paragoni, seppur provenienti da una fonte “di parte”, appaiano particolarmente significativi nel raccontare il ruolo di questo enorme palazzo in un periodo storico in cui la grande crescita di Trieste si pone in relazione a quella di aree geografiche altrettanto “giovani” come per esempio gli Stati Uniti, paese che si stava imponendo sullo scacchiere mondiale. La crescita economica della città nei commerci e nelle finanze necessitava allora di migliorare quei servizi di comunicazione che gli uffici postali precedenti non erano più in grado di soddisfare. Per questa ragione lo Stato Austriaco decide la costruzione di un nuovo Palazzo delle Poste, il più grande tra quelli costruiti in quel periodo a Trento, Graz, Lubiana e Cracovia.

Il Palazzo delle Poste visto da via Milano

Il Palazzo delle Poste visto da via Milano

Si tratta infatti di un colosso di circa 7.100 metri quadrati (in realtà il complesso era diviso in due edifici di 3.500 metri ciascuno ospitanti non solo il Palazzo delle Poste, ma anche quello dell’Intendenza di Finanza) nel pieno centro di Trieste, più precisamente nel Borgo Teresiano, progettato e costruito nel 1700 per ampliare la città medioevale, e nell’800 già oggetto di sostituzione con edifici e palazzi di tutt’altra scala e dimensione.

La progettazione dell’edificio viene affidata all’architetto Friedrich Setz, già autore di almeno 26 edifici postali in tutta l’Austria, che, da buon architetto di stato, ben concilia le esigenze funzionali e rappresentative dell’istituzione con la cultura locale. Infatti il Palazzo delle Poste di Trieste, come altri edifici eclettici dell’epoca, viene impostato sulla matrice del “palazzo italiano”, caratterizzato da un imponente basamento in pietra e bugnato, un avancorpo centrale e due “torri” laterali evidenziati dalle colonne ioniche, una sequenza di finestre con timpano al primo piano. La nota tipicamente austriaca è invece affidata alla copertura, totalmente inedita a queste latitudini e di chiara matrice viennese – appare chiara l’analogia al Palazzo di Giustizia di Vienna costruito negli anni 1875-1881 sulla Ringstrasse –  costituita dall’imponete cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi in corrispondenza dell’avancorpo centrale e dalle analoghe quattro cupolette presenti sugli angoli dell’edificio.

Le statue e l'orologio sulla sommità dell'avancorpo centrale

Le statue e l’orologio sulla sommità dell’avancorpo centrale

La funzione di edificio delle poste è individuata non solo dalla presenza dell’orologio quale coronamento del palazzo, ma anche dalle sei statue che rappresentano la navigazione, la ferrovia, il commercio, la viticoltura, l’agricoltura e l’industria. Alle allegorie sulla facciata principale si aggiungono quelle di due “puttini” postali in quelle laterali, raffiguranti due bambini, uno con il copricapo tipico dei postini e due lettere nella mano e l’altro con la trombetta usata per annunciare l’arrivo della posta.

Vista dell'atrio principale verso l'ingresso

Vista dell’atrio principale verso l’ingresso

Alla possente mole esterna del Palazzo delle Poste, corrisponde poi la vasta dimensione degli spazi interni. Un grande scalone introduce all’atrio dove sono collocati i vari sportelli che, personale recente scoperta in occasione della visita per fare le foto grazie alla gentile concessione di Poste Italiane, sono collocati non solo al primo livello, ma anche a quello superiore! Ormai inutilizzati per le mutate esigenze funzionali ed organizzative, la loro presenza rimane significativa per testimoniare la dimensione della città alla fine del secolo XIX e il ruolo delle poste nella comunicazione non solo personale, ma anche commerciale e finanziaria.

Sulla balaustra del primo piano, in prossimità dell’ingresso, era collocata una statua dell’imperatore Francesco Giuseppe, abbattuta dagli italiani nel 1918 e sostituita, sul lato opposto, in corrispondenza delle scalinate che conducevano al primo piano, da un busto del re Vittorio Emanuele (ora conservata al Museo del Risorgimento).

Vista dell'atrio principale dall'ingresso

Vista dell’atrio principale dall’ingresso

Dell’apparato decorativo allora presente rimane oggi solamente il dipinto “La posta”, ritrovato da Elena Clari nei depositi dei Musei Civici e ricollocato nel lunotto centrale nel 1994, in occasione del centenario della costruzione del palazzo. Originariamente collocato nei lunotti laterali insieme ad un analogo dipinto, al centro era presente un altra tela, raffigurante l’allegoria dell’Austria.

La scalinata d'accesso al primo piano originariamente ed oggi

La scalinata d’accesso al primo piano originariamente ed oggi

L’eliminazione degli elementi decorativi che più simboleggiavano lo stato austriaco – la statua di Francesco Giuseppe e l’allegoria dell’Austria – rappresentano il ruolo di questo edificio nella città ottocentesca. Non a caso Giani Stuparich in “Trieste nei miei ricordi” evidenzia il rapporto tra il Ginnasio di lingua italiana, collocato sul retro in Largo Panfili, “oppresso ad est dalla mole, tipo Vienna, del Palazzo delle poste e luogotenenza di Finanza” e Biagio Marin usa analoghe parole parlando della Chiesa dei Protestanti, sempre in Largo Panfili, dove

Biagio Marin

il “palazzo dell’intendenza le sta addosso così minaccioso e pesante, da toglierle il respiro”.

Ciò che oggi emerge è proprio l’enorme scala del Palazzo delle Poste e la chiara testimonianza dello stato austriaco. In altre parole, da una parte quindi il ruolo urbano del palazzo all’interno di una stagione economica in piena espansione per la città e, dall’altra, il ruolo politico dell’istituzione statale in quel periodo storico che vede il progressivo inasprimento dei rapporti tra l’Impero Austro-Ungarico e il Municipio d’impronta italiana.

Un rapporto che dona di ulteriore fascino il possente Palazzo delle Poste, forse non un capolavoro nel suo stile revival neo-rinascimentale, ma simbolicamente di estremo significato.

Per chi intende approfondire la conoscenza del Palazzo delle Poste si raccomanda la visita del piccolo “Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa”, appena entrati nell’edificio a destra, unico del suo genere in Italia – ne esiste solo uno a Roma del Ministero delle Comunicazioni – aperto da lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, il sabato dalle 9 alle 12.15 e il giovedì dalle 15 alle 18. Un’opportunità per scoprire la storia del palazzo e quella delle comunicazioni postali.

GALLERIA IMMAGINI
lo scalone presso l'ingresso principale
lo scalone che porta all'atrio
dettaglio della balaustra
Il soffitto decorato in ingresso
Il dipinto con l'allegoria della posta
l'orologio sopra il dipinto
allegoria della posta con la caratteristica trombetta
una delle bifore sull'ultimo livello
gli sportelli del piano terra e del primo piano
uno dei lunghi corridoi interni
orologi anche negli uffici interni...
dettaglio del soffitto in legno negli uffici

 

MAPPA ITINERARIO LA GRANDE TRIESTE

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *