• Palazzo Viviani-Giberti (1906-1907)

    Giuseppe Sommaruga

Sommaruga, un Liberty alla “milanese”, in centro a Trieste

Un nuovo stile architettonico si affaccia in Europa tra otto e novecento, uno stile di rottura con la tradizione storicista ed eclettica precedente e che assume forme e caratteristiche differenti a seconda del paese di provenienza: Liberty in Italia, Art Nouveau in Francia e Belgio, Secession in Austria, Jugendstil in Germania, etc…

Uno stile elegante e leggero, spesso basato su linee curve e riferimenti ornamentali di carattere vegetale e floreale, che guarda con interesse all’arte cinese e giapponese, capace quindi di interpretare le aspirazioni di una classe media in crescita che non si riconosce più negli impegnativi accenti dell’arte eclettica dominante. Ecco perché il campo di applicazione di questa architettura, seppur nella sua breve durata, avrà maggior spazio nell’edilizia residenziale e domestica, oppure nelle strutture industriali (si pensi alla bellissima centrale elettrica di Trezzo sul Naviglio).

Sviluppi particolarmente interessanti a Trieste, dove, per ragioni storiche e geografiche, convergono stili provenienti da bacini culturali differenti: dalla Secessione viennese con gli allievi della scuola di Otto Wagner (come Costaperaria o Zaninovich) e personalità assolutamente originali come Max Fabiani, oppure con i contatti con la scena jugenstil di Monaco, con cui insistevano rapporti culturali intensi, fino al liberty italiano, in particolare quello di stampo milanese, di cui Giuseppe Sommaruga era il principale interprete.

Eden-1200b

Angolo viale XX Settembre, via Brunner

E proprio Giuseppe Sommaruga, all’apice della sua carriera, nel 1906-1907, è l’architetto cui si deve la progettazione della casa Viviani-Giberti, in Viale XX Settembre. Un grande palazzo che, proprio per la maturità nella parabola artistica del suo autore, rappresenta pienamente le caratteristiche dello stile di Sommaruga.

 

Ugo Monneret de Villard

 “Come i grandi architetti barocchi, egli ha compreso che lo scopo primo d’ogni architettura è quello di esprimersi con un poderoso gioco di masse”
(L’architettura di Giuseppe Sommaruga, 1918)

Questo poderoso gioco di masse, “animato da fervido movimento [caratterizzato da] le logge e le balaustrate, i davanzali sporgenti, le scale di una volata audace, i colonnati molteplici e profondi, i tetti maestosi e ricchi d’ombre” (ibid.) è ben presente in Palazzo Viviani-Giberti.

Già autore di diversi villinipalazzi, principalmente tra Milano, Varese e Sarnico, Sommaruga viene incaricato della progettazione di questo blocco residenziale di 5 piani con annesso Teatro Filodrammatico, oggi cinema, sul viale del “grande passeggio“, il luogo preferito di ritrovo dei triestini, un salotto tra gli alberi, affollato di caffè, birrerie, ristoranti, luoghi di ballo e di musica, gelaterie.

La facciata principale su viale XX Settembre

La facciata principale su viale XX Settembre

E’ in questo contesto che Sommaruga interviene con il suo progetto, dove la facciata principale è segnata dalle ampie finestrature al piano terra, inquadrate da un basamento decorato da motivi floreali in rilievo. Fulcro della composizione, l’ingresso alla sala di spettacolo, evidenziato dalle due cariatidi opere dello scultore Romeo Rathmann.

Il primo piano, con le finestre decorate da un cornicione a foglie d’acanto, è arricchito dalle tre terrazze, grandi e massicce quelle laterali, estremamente elegante quella centrale sostenuta dai due grandi putti sottostanti.

Al terzo piano una loggia, dai dettagli particolarmente elaborati, percorre gran parte della facciata, il cui coronamento è segnato dal grande cornicione superiore.

Casa Viviani-Giberti non è solo una testimonianza importante della corrente del liberty italiano a Trieste, ma anche un esempio chiaro dell’opera di Giuseppe Sommaruga, nell’uso sapiente delle masse e del chiaroscuro, nell’apparato decorativo ricco ed elegante… insomma, un bel palazzo liberty alla “milanese” perfettamente a suo agio al centro del “salotto cittadino” di Trieste.

L'ingresso

L’ingresso con le cariatidi e il terrazzo soprastante


MAPPA

2 Comments

    1. E bravo Andrea Speziali, noto con dispiacere che è tua pratica abitudine vampirizzare i contenuti dagli altri siti. Approfitti del lavoro altrui per pubblicizzare il tuo, senza neanche farti il problema di riconoscerlo oppure di scusarti. Vergognati!

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *