• Molo Audace

  • L’onda dell’incrociatore

    Pierantonio Quarantotti Gambini

  • ex Ghetto ebraico

  • Libreria antiquaria Umberto Saba

  • Bruno Pincherle

    Miriam Coen

  • Lo stadio di Wimbledon

    Daniele Del Giudice

  • Casa Terni (1906-1907)

    Romeo Depaoli

  • Creditanstalt (1907-1910)

    Enrico Nordio

  • Palazzo RAS (1910-1914)

    Ruggero Berlam, Arduino Berlam

  • La coscienza di Zeno

    Italo Svevo

  • Narodni Dom (1902-1904)

    Max Fabiani

  • Palazzo Vianello (1903)

    Ruggero Berlam

  • Gruppo allegorico della Romanità (1929)

    Marcello Mascherini

  • Trieste sottosopra

    Mauro Covacich

  • Palazzo di Giustizia (1912-1930)

    Enrico Nordio

  • Sinagoga (1907-1912)

    Ruggero Berlam, Arduino Berlam

  • Colori

    Virgilio Giotti

  • Storielle ebraiche

    Ferruccio Fölkel

  • Caffè San Marco (1914)

  • Microcosmi

    Claudio Magris

Trieste città di carta

Se c’è una forma d’arte che da Trieste si afferma per originalità ed importanza nel panorama culturale italiano ed europeo questa è sicuramente la letteratura.

Italo Svevo, Umberto Saba e Scipio Slataper sono solo i punti di partenza di un percorso che, con alterne vicende, giunge fino ai giorni nostri con scrittori, solo per fare due esempi diversissimi, come Claudio Magris o Mauro Covacich.

Il percorso  “Trieste città di carta”, intende raccontare questo speciale rapporto tra letteratura e città attraverso una guida “virtuale”, una sorta di Virgilio, lo scrittore ed intellettuale triestino Giani Stuparich.

Giani Stuparich (1891-1961), oltre ad essere scrittore e insegnante, è testimone diretto di quella stagione che vede protagonisti, oltre ai già citati Svevo, Saba e Slataper, anche James Joyce, i poeti Virgilio Giotti e Biagio Marin, lo scrittore di origini istriane Pier Antonio Quarantotti Gambini, l’allora giovane intellettuale e poi consulente editoriale Roberto ‘Bobi’ Bazlen, solo per citare i nomi più noti.

Nel 1948 raccoglie queste esperienze in un libro, “Trieste nei miei ricordi”, che rappresenta il filo rosso del nostro percorso “Trieste città di carta”.

Dalle rive di Trieste al Caffè San Marco, “Trieste, la città di carta” si svolge attraverso il ghetto, la libreria antiquaria Umberto Saba, Piazza della Repubblica con il Palazzo della RAS, la sede del Creditalnstalt e Casa Terni, e poi ancora il Narodni Dom, il Quartiere Oberdan e la Sinagoga.

“Trieste, la città di carta” è un racconto attraverso la storia, l’arte e l’architettura, in compagnia di brani e testimonianze di Bobi Bazlen, Mauro Covacich, Daniele Del Giudice, Ferruccio Fölkel, Pier Antonio Quarantotti Gambini, James Joyce, Claudio Magris, Biagio Marin, Bruno Pincherle, Boris Pahor e, naturalmente, Umberto Saba, Scipio Slataper, Giani Stuparich e Italo Svevo.

PERCORSO

Partenza dal molo Audace, uno dei luoghi più suggestivi di Trieste. Tra le tante testimonianze, merita ricordare un brano di Giani Stuparich in Guerra del ‘15 (“Con lo Zeiss del tenete Latini, abbiamo distinto le rive e i moli deserti…”) e il romanzo L’onda dell’incrociatore di Pier Antonio Quarantotti Gambini.

Si prosegue per Piazza Unità per ricordare il Caffè Garibaldi, dove scrittori, artisti ed intellettuali come Saba, Giotti, Svevo, Joyce, etc. erano assidui frequentatori.

Tappa successiva il Ghetto, in  via del Pane dove c’era una Casa di Tolleranza. Joyce, che la frequentava, traspone il ghetto di Trieste in quello di Dublino in un brano di Dedalus, Ritratto di un artista da giovane.

Imperdibile la tappa presso la Libreria Umberto Saba in via San Nicolò. Il ricordo di Bruno Pincherle sul sommo poeta è molto significativo (“I libri mi disse – ed è nel mio ricordo il primo suono della sua voce – io li scrivo, non li vendo”). Ma la libreria è raccontata anche nel romanzo Lo stadio di Wimbledon di Daniele Del Giudice.

Si prosegue per Piazza della Repubblica, con tre edifici: il Creditalnstalt, il palazzo della RAS e casa Terni. Tre palazzi per capire quella stagione storica che, tra fine 800 e inizio 900, vede il boom economico e demografico di Trieste. Un periodo ben testimoniato da Italo Svevo. Ma non anche da Scipio Slataper ne Il mio Carso (“Andai a vedere al Credit se mi prendevano impiegato […] Mi dissero che era impossibile perché avevo fatto il ginnasio e non l’accademia di commercio, e non sapevo bene il tedesco.”)

Trasferimento verso il Narodni Dom, grande complesso polifunzionale di Max Fabiani, teatro del tragico incendio del 1920.  Un evento da ricordare con le parole di Giani Stuparich tratte da Trieste nei miei ricordi e quelle di Boris Pahor ne Il rogo del porto.

Poco lontana Piazza Oberdan, uno dei principali interventi del fascismo dove sorgevano le caserme austriache. Luogo ideale per scoprire Marcello Mascherini. La sua scultura Cantico dei cantici è l’escamotage usato da Mauro Covacich che, in Trieste sottosopra, racconta la storia di Pino Robusti, giovane studente arrestato dalle SS e ucciso alla Risiera di San Sabba.

Risalendo verso il tribunale, breve tappa presso il Ginnasio-Liceo Dante Alighieri. L’edificio degli anni 30 sostituisce il primo, quello di Largo Panfili, quel “vivaio della classe intellettuale e dirigente di Trieste” raccontato da Giani Stuparich, in Trieste nei miei ricordi.

Quindi il Tribunale, opera di Enrico Nordio. Bellissima la descrizione di di Biagio Marin in Strade e rive di Trieste (“Ed ecco ora tra asfalto e asfalto, dal negro del bitume, ergersi la bianca montagna di pietra del Palazzo di Giustizia…”).

Tappa successiva il Tempio Israelitico, notevole opera degli architetti Ruggero ed Arduino Berlam. La comunità ebraica ha avuto un’influenza molto importante a Trieste, non solo in campo economico e commerciale, ma anche attraverso la cultura. Tra le tante testimonianze, quelle che Ferruccio Fölkel raccoglie nel suo libro Storielle ebraiche.

Infine il Caffè San Marco, vero e proprio tempio della letteratura, descritto meravigliosamente nel primo capitolo del libro Microcosmi di Claudio Magris.

TAPPE CHIAVE
  1. Molo Audace
  2. Piazza Unità d’Italia
    – Palazzo del Lloyd Austro-Ungarico (Heinrich von Ferstel, 1880-83)
  3. Via del Pane 2
    – Casa di Tolleranza “Il Metro cubo”
  4. Via S. Nicolò 30
    – Libreria antiquaria Umberto Saba
  5. Piazza della Repubblica
    – Creditanstalt (Enrico Nordio, 1907-1910)
    – Palazzo RAS (Ruggero ed Arduino Berlam, 1910-1914)
    – Casa Terni (Romeo Depaoli, 1906-1907)
  6. Via Filzi  14
    – Narodni Dom (Max Fabiani, 1902-1904)
  7. Piazza Oberdan
    – Cantico dei Cantici (Marcello Mascherini)
  8. Foro Ulpiano
    – Palazzo di Giustizia (Enrico Nordio, 1912-1930)
  9. Piazza Virgilio Giotti
    – Tempio Israelitico (Ruggero ed Arduino Berlam, 1907-1912)
  10. Via Battisti 18
    – Caffè San Marco (1914)
LETTURE

Giani STUPARICH, Guerra del ’15, Milano 1931
P.A. QUARANTOTTO GAMBINI, L’onda dell’incrociatore, Torino 1949
Giani STUPARICH, Trieste nei miei ricordi, Milano 1948
James JOYCE, Ritratto d’artista, 1916
Roberto BAZLEN, Scritti, Milano 1984
Miriam COEN, Bruno Pincherle, Pordenone 1995
Daniele DEL GIUDICE, Lo stadio di Wimbledon, Torino 1983
Umbero SABA, Antologia del “Canzoniere”, Torino 1963
Italo SVEVO, Senilità, Trieste 1898
Scipio SLATAPER, Il mio Carso, Firenze 1912
Boris PAHOR, Il rogo del porto, Rovereto 2008
Mauro COVACICH, Trieste sottosopra, Bari 2006
Biagio MARIN, Strade e Rive di Trieste, Milano 1967
Virgilio GIOTTI, Colori, Firenze, 1941
Ferruccio FOLKEL, Storielle ebraiche, Milano 1988
Claudio MAGRIS, Microcosmi, Milano 1997

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